martedì 13 maggio 2014

Lo spreco peggiore è la disoccupazione


Vi è mai capitato di sentirvi dire qualcosa del genere:

“Una spesa di 100 per produrre qualcosa che ne vale 80 è una perdita secca”.

Per un privato è vero, anzi è un’ovvietà. Ma per un sistema economico ?

Se si paga 100 per produrre qualcosa che vale 80, distogliendo risorse dal produrre qualcos’altro che vale 100, il sistema economico ha una perdita secca di 20.

Ma se si paga e si fa lavorare qualcuno che altrimenti rimarrebbe inattivo, il sistema economico ha un guadagno di 80…!

Il che non significa che non si debba prestare attenzione al tipo di spesa che si effettua. Naturalmente è meglio produrre qualcosa che vale 100 e non 80, ottenendo quindi il beneficio più alto possibile.

Questo, nel caso si tratti di spesa pubblica. Se la maggior spesa viene invece attivata da una diminuzione di imposte, quindi da maggior potere d’acquisto per i privati, sarà interesse di questi ultimi massimizzare il valore delle risorse finanziarie.

Lo stato non dovrà occuparsi più di tanto, in quest’ultimo caso, dell’efficienza della spesa: la preoccupazione sarà piuttosto l’equità di distribuzione delle risorse.

Ma in entrambi i casi, mettere al lavoro risorse inattive è un vantaggio per il sistema economico. Anche se la spesa non è la più efficiente possibile. Anche se l’allocazione non è la più equa possibile. La disoccupazione è lo spreco peggiore.

Vado un passo più in là: quando c’è disoccupazione massiccia, diventa utile anche la spesa “inutile”. Se compro carta da una cartiera che sta per fallire e ci faccio coriandoli, gli operai percepiscono un salario e lo usano per comprare cose UTILI – da loro scelte – che altrimenti non verrebbero prodotte !

Mettere al lavoro risorse altrimenti inattive è un investimento con rendimento infinito. Ottengo qualcosa in cambio di nulla. O meglio, in cambio di lavoro prestato da persone che non chiedono di meglio se non lavorare.

Vi preoccupa il debito ? finanziate la spesa con moneta di nuova emissione.

Vi preoccupa la rottura dell’euro ? emettete una forma di moneta parallela all’euro – il breakup non è necessario (qui sto parlando della Riforma Morbida, chiaramente).

Vi preoccupa l’inflazione ? se si mettono al lavoro risorse altrimenti inattive, la domanda e l’offerta aumentano nella stessa misura, e non c'è tensione sui prezzi.

L’equità e l’efficienza sono importanti, certo. Ma ridurre la disoccupazione, anche non nel modo più efficiente, anche non nel modo più equo, è infinitamente meglio che avere persone (e macchine) inattive.

30 commenti:

  1. concordo al 2000%

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  2. Ma perchè si parla sempre di spesa "improduttiva" e mai di spesa "distruttiva" come se gli effetti fossero uguali.

    Spesa improduttiva: assumo operai per scavare buche di giorno e riempirle di notte, e così faccio crescere il PIL

    Spesa distruttiva: assumo operai per scavare buche di giorno e riempirle di rifiuti tossici di notte, e cosi faccio crescere il PIL e nel lungo periodo distruggo la Campania

    E' la somma che fa il totale ...

    Gios

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    1. Il secondo caso ovviamente è deleterio. Ma riflettiamo un attimo sul primo.
      L'operaio (oggi disoccupato) scava buche di giorno, le riempie di notte e incassa uno stipendio.
      Con lo stipendio compra beni a lui necessari. Le aziende che li producono aumentano l'attività e assumono persone.
      Dopo un po' assumeranno anche l'operaio (e si potrà interrompere il programma di scavo e riempimento buche...)

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    2. Qualsiasi spesa pubblica produce una catena di transazioni e la eventuale natura "distruttiva" si riferisce solo al primo anello della catena.
      L'operaio che ha interrato rifiuti tossici con lo stipendio può comprare dell'ottimo pane.
      Tuttavia questo non esclude che la singola prima transazione possa avere effetti distruttivi permanenti più gravi della somma delle transazioni successive. (anche un colpo di pistola alla tempia è un singolo atto iniziale)

      Gios


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    3. Vero, e per questo motivo non è certo raccomandabile uscire da una depressione tramite spesa pubblica finalizzata a combattere una guerra.
      Ciò detto, la seconda guerra mondiale non fu combattuta per mettere fine alla Grande Depressione. Ma mise fine alla Grande Depressione. E questo è una conferma di quanto stiamo dicendo.

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    4. La seconda guerra mondiale è un evento troppo complesso, oltre alla grande depressione mise fine al Nazismo e al Fascismo, quindi il giudizio sulla sua opportunità non lo affiderei agli economisti ma lo lascerei agli storici.
      Più modestamente, ma analogamente, sarebbe invece interessante chiedersi invece se oggi sia opportuno fermare l'expo, non limitandosi ad utilizzare il moltiplicatore keynesiano come unico metro di giudizio.

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    5. Sul piano economico il risultato è stato quello, chiaro che il giudizio storico è ben più articolato.
      Quanto all'Expo, la valutazione è quante spese possano essere evitate fermandolo (ammesso che si possa) e come verrebbero impiegate in alternativa.

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    6. perfino il titolo di queste manifestazioni fa arrabbiare il resto del mondo. le parole "sostenibilità, verde, rispamio, ecologia, dieta, ecc." sono concetti odiati dai paesi più grandi del mondo. cioè dai nostri migliori clienti.

      cioè ATTENZIONE....
      questi paesi sono i più grandi clienti dei prodoti italiani e tu li inviti in italia alla tua manifestazione dedicandola a quei concetti odiati dai tuoi migliori clienti?

      come se uno deve vendere i suoi prodotti ad un americano e a un cinese e li invitasse a casa sua dove appesi alle pareti ci sono i qudri della guerra del vietnam o delle rivolte a piazza tien ammen.

      ma allora il problema non è che siamo ladri in italia....
      il problema è che siamo proprio dei deficienti colossali

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  3. L'errore in cui cadete tutti quanti è credere che l'economia salirà sempre. quindi ci sarà sempre secondo voi posto per assumere gente senza doverla licenziare mai.
    Così come tutti credevano che il valore delle case sarebbe salito sempre. Le assunzioni non fanno girare l'economia creando altra ocupazione all'infinito come sostiene Cattaneo, semplicemente alzano l'inflazione. Solo il libero mercato crea e distrugge i lavori seguendo i cicli dell'economia.

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    1. Non all'infinito: fino al momento in cui ho messo al lavoro le risorse esistenti, cioè in cui ho eliminato la disoccupazione strutturale. Un adeguato livello di domanda assicura questo risultato.

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    2. ma messe al lavoro con la possibilità di licenziamento o no? perché il punto è questo. non altro.

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    3. La facilità di licenziare non risolve una crisi da carenza di domanda. Anzi.

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    4. ma la domanda è stata fatta crollare di proposito. quando il rapporto debito pil sale troppo è ovvio che i rubinetti si chiudono. ma gli italiani hanno deciso che preferiscono la deflazione piuttosto che le riforme. ok, vada per la deflazione. così sia.

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    5. I rubinetti si sono chiusi SOLO perché non erano più sotto il controllo dello stato italiano. Diversamente, l'Italia avrebbe potuto emettere le risorse monetarie necessarie a sostenere la domanda, senza rischi né di inflazione né di salita dei tassi d'interesse. Come prova l'esperienza di USA, UK, Giappone.

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    6. ma se lo stato italiano ha perso la sovranità monetaria un motivo ci sarà. così come un genitore che perde la patria potestà e arrivano i carabinieri a portarlo via. gli italiani non vogliono alcuna sovranità. siamo entrati nell'euro sapendo che furbescamente avremmo potuto spalmare in europa i nostri problemi con gli eurobond. è andata male.

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    7. Non so chi l'ha pensato, io no di sicuro. Comunque il mio progetto, la Riforma Morbida, ripristina la sovranità monetaria, rilancia l'economia, e non richiede né eurobond né alcuna forma di trasferimento finanziario.

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    8. il suo progetto l'ho visto e lo approvo ma la domanda è perché non lo adottano? sono tutti stupidi tranne lei? gli italiani comprano tedesco e quindi se gli dai i soldi la germania sale ancora di più di quanto non faccia oggi. sono tutti stupidi?

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    9. Oggi abbiamo un governo che non prova neanche a fare NULLA che non sia nei rigorosi canoni dell'ortodossia di Bruxelles. Non credo che durerà molto...

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    10. non prova a fare nulla contro i mercati non contro bruxelles. cerchi di essere preciso.

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    11. Marcati, Bruxelles, gruppi finanziari, industria esportatrice tedesca. Soggetti diversi con interessi collimanti. Oggi. Domani sarà diverso.

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    12. Mercati non marcati (ovviamente...)

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    13. si ricordi che tra i mercati c'è il debito italiano detenuto al 70% da banche e famiglie italiane. i "mercati" lei ce li ha affianco ogni volta che fa la fila al centro commerciale, al comune, in chiesa, al semaforo o alla riunione di condominio...non sono plutocrazie sono milioni di italiani....

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    14. Vero, ed è uno dei motivi per cui non propongo uno schema di breakup e svalutazione, ma una Riforma Morbida che non cambia la moneta di denominazione dei titoli di Stato (o di nessun altro debito) italiani. L'Italia, tornando a normali condizioni di operatività dell'economia, non ha problemi di solvibilità riguardo alla sua posizione debitoria estera, né al debito pubblico.

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    15. ok. tutto chiaro. rimane un solo dettaglio. non si può dire che la riforma morbida sia stata prevista da lei per evitare di dove proporre il break up. ci sono infatti altissime probabilità che una riforma tale (i cff) lo accelerino il break up. basterebbe inserire nella riforma proposte di maggiore integrazione per dimostarre che la riforma morbida non mira al break-up ma ad una maggiore integrazione. in caso contrario, il trucco è talmente visibile che anche un bambino lo capisce.

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    16. La mia proposta non mira a secondi fini. Oggi c'è un sistema che non va e io mi sono chiesto qual è il modo più efficiente (intendendosi con il minimo di complicazioni e controindicazioni) per farlo funzionare. Tutto qui (ma non mi pare poco...)

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    17. Sì ma è una cosa molto grande non può pretendere che non sia messa sotto analisi. Sopratutto dei mercati che pretenderanno certezze. Se affianco ai CCF lei ci mette riforme per l'Italia già in vigore in altri Paesi allora i CCF saranno visti come un investimento. In caso contrario accelereranno il break up visto che nessuno fa nulla se non è costretto a farlo ma addirittura pagato (seppure coi ccf) per non farlo.

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    18. La maggior parte delle mie assegnazioni vanno di gran lunga, nella mia proposta, a integrare i redditi da lavoro e a ridurre i costi per le aziende. Quindi a chi fa lavorare e a chi lavora... Comunque tenga conto di un concetto controintuitivo ma basilare: anche i soldi dati a chi NON lavora, vengono spesi, creano domanda e quindi occupazione.

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    19. sono d'accordo ma l'europa si oppone a che un paese possa fare concorrenza commerciale agli altri. e tantomeno che si possa mettere in comune il debito. quindi i suoi 200 miliardi di ccf sembrano fatti apposta per dire manteniamo l'euro ma di fatto stampiamo quello che ci pare. come si può far capire ai mercati che non è così?

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    20. La concorrenza a tutti gli effetti esiste già oggi, e come... Il progetto CCF è finalizzato, appunto, a evitare gli squilibri commerciali che sono all'origine della crisi, e che sono prodotti dalla maggior competitività di un paese (la Germania) non compensata dalla flessibilità del cambio.
      Per rassicurare che non stamperemo "quello che ci pare" le regole da adottare sono un obiettivo di inflazione intorno al 2% (non 0,5% tendente alla deflazione come oggi) e un saldo commerciale in pareggio.

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    21. per eliminare gli squilibri commerciali è necessario che la aziende europee uniscano i loro azionariati e li aprano al pubblico così come agli stati viene chiesto di cedere le loro sovranità. cosa che vediamo in america con le multinazionali e i fondi. in europa una cosa del genere è vista come il diavolo. purtroppo.

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