sabato 4 febbraio 2017

Minibot e CCF

Pochi giorni fa, Claudio Borghi, durante un convegno organizzato a Milano della Lega Nord, ha fornito alcuni dettagli in merito alla sua proposta di emettere BOT di piccolo taglio, utilizzabili anche per pagare tasse, come transizione verso l’uscita dall’euro.

La sintesi dello schema la trovate in questo “Storify Twitter” predisposto da Borghi stesso. Solo una precisazione: Borghi effettivamente aveva pubblicato in precedenza (su “Il Giornale”) un articolo sul tema, ma io non l’avevo letto. L’avevo tuttavia sentito accennare all’idea in un intervento televisivo (all’”Ultima Parola” di Gianluigi Paragone, se non sbaglio), e da qui è nato il contatto e l’incontro che abbiamo avuto nel novembre del 2012. Non fa nessuna differenza, ci tengo solo a dirlo perché se avessi conosciuto allora quell’articolo, sarebbe stata da parte mia una scorrettezza non citarlo come riferimento nel libro Hoepli e nell’ebook Micromega.

Confermo che Minibot e CCF sono strumenti con molte somiglianze: il vero elemento differenziante è che i Minibot vengono concepiti in funzione di uno scioglimento completo dell’Eurozona, o de minimis come “scivolo” verso l’uscita dell’Italia. I CCF, non necessariamente.

Rispetto ai Minibot, i CCF sono infatti costruiti in modo da poter essere un assetto permanente, nel senso che l’Italia e altri paesi potrebbero emettere e far circolare CCF nazionali pur continuando a utilizzare l’euro come moneta a corso legale.

A quest’ultima eventualità Borghi non crede (ed è la stessa opinione, tra gli altri, di Giovanni Zibordi) ma per ragioni politiche, non tecniche. L’euro è nato per “forzare” il processo di integrazione dei principali paesi europei in un superstato, ed essendo ormai acclarato che questo progetto è fallito, non c’è ragione per mantenere in essere l’Eurozona, neanche in forma riveduta e corretta.

Capisco la logica di questa posizione. D’altra parte continuo a non escludere che, introdotta una moneta fiscale complementare (che poi si chiami Minibot, CCF o Asdrubale ovviamente è secondario) e creato un sistema economico-monetario che consente di superare la crisi, il nuovo assetto duri nel tempo semplicemente perché non crea più problemi, e l’inerzia spinge al mantenimento in essere della struttura, una volta che se ne sono risolte (finalmente) le disfunzioni.

Lo diranno i fatti. Per ora, molto importante è che si sta mettendo in chiaro come il primo e fondamentale passaggio, da effettuare appena ce ne saranno le condizioni politiche (con ogni probabilità, e tanto per cominciare, un governo senza PD…) è emettere uno strumento monetario nazionale. E che il titolo utilizzabile a fini fiscali appare la via di gran lunga più plausibile.


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