giovedì 9 gennaio 2014

Stampare moneta NON produce inflazione


E’ uno dei tanti concetti dell’economia che vanno contro l’intuizione comune. Eppure le ragioni non sono così difficili da comprendere.

Per inflazione s’intende, qui, una tendenza forte e persistente all’aumento del livello medio dei prezzi.

Che cosa provoca l’incremento dei prezzi ? il fatto che la domanda dei beni superi l’offerta.

Immaginiamo che a un determinato livello di prezzo mille persone siano in grado di comprare un’auto. Ma fisicamente è possibile produrne solo novecento.

Allora i prezzi salgono e agiscono come un meccanismo di razionamento.

I prezzi aumentano fino al punto in cui solo novecento persone sono in grado di pagare il maggior prezzo: novecento auto vengono vendute e cento persone rimangono senz’auto.

Bene. Immaginiamo invece una situazione diversa, opposta. Novecento persone sono in grado di comprare un auto ai prezzi attuali, e ci sono impianti, manodopera e materiali sufficienti per produrne mille.

Vogliamo fare in modo che vengano prodotte e vendute mille auto, cioè che le risorse produttive vengano interamente utilizzate.

Prima ipotesi: la banca centrale stampa più moneta. Ma non la mette a disposizione del pubblico. La dà alle banche, acquistando titoli (per esempio titoli di stato) da esse posseduti. Questo è il cosiddetto “quantitative easing”, che dovrebbe servire da stimolo alla domanda.

Ma il clima generale è di pessimismo, e le banche non utilizzano questa moneta per finanziare consumatori e imprese: la lasciano depositata presso la banca centrale.

La domanda, la produzione e i prezzi delle auto aumentano ? no. Non è cambiato nulla né nella domanda di auto, né nella capacità di produrle.

Seconda ipotesi. La banca centrale stampa moneta e la mette a disposizione del governo, il quale in parte la spende e in parte riduce le tasse ai cittadini.

Aumenta il deficit dello stato, inteso come differenza tra spesa statale e incassi fiscali: il che significa che più potere d’acquisto viene messo a disposizione del settore privato.

Tuttavia, come abbiamo visto, la domanda di auto era pari, prima dell’intervento statale, a novecento unità. Ma ci sono impianti, manodopera e materiali per produrne mille. Si parte, quindi, da un alto livello di disoccupazione: non solo disoccupazione della manodopera, ma disoccupazione delle risorse produttive in generale.

La domanda viene incrementata per l’equivalente di cento auto. Le risorse inutilizzate vengono messe al lavoro e vengono prodotte cento auto in più. Aumentano i prezzi ? no, perché non c’è bisogno di razionare le risorse. Si riattivano risorse che in precedenza non venivano sfruttate.

I prezzi aumentano solo quando la domanda supera la capacità produttiva. Stampare moneta è un modo per finanziare l’incremento della domanda. Ma:

Se la moneta viene data alle banche e queste la lasciano depositata presso la banca centrale, non c’è incremento di domanda (né tantomeno di prezzi).

Se la moneta va a incrementare la domanda, ma non la spinge al di sopra della capacità produttiva, non c’è incremento di prezzi.

Se invece la domanda è già pari alla capacità produttiva, allora aumentandola c’è incremento dei prezzi. Ma la causa è la crescita della domanda oltre il livello della capacità, non il fatto (in sé) di aver stampato moneta.

Allora riassumendo:

Caso 1: stampo moneta ma non incremento la domanda. Non c’è inflazione.

Caso 2: stampo moneta, incremento la domanda che però rimane al di sotto della capacità produttiva (o comunque non la supera). Non c’è inflazione.

Caso 3: stampo moneta, incremento la domanda e la porto a livelli superiori alla capacità produttiva. C’è inflazione.

Come vedete, l’unico caso in cui c’è inflazione è quello in cui la domanda supera la capacità produttiva: il caso 3. L’inflazione è causata dalla domanda che eccede l’offerta, non dall’aver stampato moneta.

In situazioni in cui (come oggi) c’è un fortissimo sottoutilizzo delle risorse produttive (leggi alta disoccupazione) non c’è, non ci può essere alta inflazione.

Stati Uniti, Regno Unito, Giappone hanno stampato enormi quantità di moneta, ma non hanno incrementato la domanda al punto da superare la capacità produttiva delle rispettive economie. E non c’è stata inflazione.

Allo stesso modo (anzi a maggior ragione) nell’Eurozona è oggi possibile incrementare fortemente la domanda (finanziando la maggior domanda con moneta di nuova emissione) senza alcun significativo rischio di inflazione.

18 commenti:

  1. Quindi se c'è inflazione non ci può essere disoccupazione, ma allora come si spiega la stagflazione della fine anni 70? Shock petrolifero? In caso di uscita dall'euro sarebbe possibile il ripresentarsi di un'inflazione da costi senza piena occupazione?

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    1. Si spiega con la liberalizzazione dei mercati finanziari e le politiche espansive degli stati, da un lato esisteva espansione della domanda, ma dall'altro i profitti andavano sulle rendite e gli investimenti all'estero.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Attenzione, oggi si parla di disoccupazione massiccia e di crollo del PIL: nel 2013 l'Italia è 9% sotto il livelli del 2007, e il PIL procapite è inferiore a quello del 1999...
      Negli anni Settanta l'inflazione fu effettivamente causata dallo shock petrolifero; la crescita andava a scossoni, ma c'era.
      In caso di uscita dall'euro e svalutazione non c'è da temere nulla di simile agli anni Settanta riguardo all'inflazione, appunto perché oggi disponiamo di un'enorme quantità di risorse produttive (persone e impianti) da rimettere al lavoro: che NON c'era allora.

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    2. negli anni 70 l' inflazione italia era tripla di quella degli altri paesi europei, per caso solo in Italia c'è stato lo shock petrolifero?

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    3. Tripla rispetto solo a Gernania e Svizzera. I delta rispetto a UK, Francia, Svezia e anche USA furono decisamente inferiori. Vedi post del 12.3.2014. E comunque quei livelli d'inflazione non si sono più visti, in nessuno dei principali paesi industrializzati.

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  3. Però scusami eh, adesso se tu stampi moneta, l'offerta di moneta aumenta (qui il potere d'acquisto diminuisce per effetto di innalzamento generale dei prezzi).
    Per non parlare del fatto che se la BCE non ti fa stampar moneta, tu Banca d'Italia non stampi un cazzo.
    Quindi il problema è più a fondo, è il capitalismo che è arrivato al capolinea ed entra in crisi per sovrapproduzione assoluta.

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    1. Ma il vincolo di non poter stampare moneta è proprio quello che deve essere rimosso, SUBITO...
      E non c'è da preoccuparsi dell'inflazione finché non si è riassorbita l'enorme disoccupazione creatasi dal 2008 in poi.

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  4. secondo la definizione adottata da tutte le banche centrali e gli istituti di statistica, inflazione è (semplifico molto) l'aumento di un paniere in un arco di tempo, non è nè affatto una "tendenza", nè tantomeno "forte e persistente" come invece afferma Lei. puo essere anche bassa, p.es. dello 0,5%, o essere "improvvisa e poi bloccarsi": è sempre e comunque inflazione, non crede?

    rispetto al rapporto quantita di moneta livello dei prezzi:

    lei si avvale di auto io preferisco le mele : ) e le uso per un esempio: io e Lei andiamo al mercato. entrambi abbiamo in tasca 1 euro e vogliamo una mela. quale puo essere il prezzo di quella mela? (1euro). se la banca centrale stampa, e quindi abbiamo in tasca 2 euro, quanto puo valere la stessa mela? 2 euro, giusto? e questa è inflazione. con le auto o qualsiasi altro bene non cambia..

    se invece, e qui siamo d accordo, quell euro in piu che abbiamo in tasca lo teniamo in casa i prezzi non aumentano, ma non aumenta nemmeno la domanda (e quindi stampare moneta non dà alcun effetto). appena quell euro entra in circolo allarga la base monetaria.

    se, poi, per paura del futuro (disoccupazione o altro), non compriamo l auto nuova pur avendo i soldi per farlo che teniamo come salvagente, ecco che spieghiamo una buona parte della crisi.

    suggestiva la tesi del QE, oggi molto di moda, secondo cui l acquisto di titoli di stato stimolerebbe la domanda (senza inflazione), una sorta di bacchetta magica senza effetti collaterali. basta stampare banconote e la crisi sparisce.

    dal mio punto di vista, la crisi cè perche, in passato, proprio perche qualcuno ha stampato troppo e il denaro girava troppo facilmente (subprimes).

    nessuno al mondo sa spiegare come/perche il QE funziona (anche Lei si limita a dire che "stimola la domanda"), eppure moltissimi ne sono convinti solo perche negli USA si registra una (mini) ripresa. La stessa ricetta in Argentina e in molti altri stati sta creando solo violenta inflazione, oltre il 25% annuo..

    con rispetto parlando, è come se io butto dell acqua nella mia vasca da bagno e sale il livello del mare e, indicando il livello del mare che EFFETTIVAMENTE sale, "dimostro" che dipende da me...

    saluti e complimenti cmq per l articolo
    merlino

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    1. Sul primo punto che lei menziona ho, infatti, precisato "per inflazione s’intende, qui, una tendenza forte e persistente all’aumento del livello medio dei prezzi": il "qui" è riferito al fatto che qualsiasi incremento di prezzi è inflazione, ma l'inflazione che crea problemi, quella realmente pericolosa, si ha quando supera in misura rilevante e continuativa un livello che è considerato salutare e fisiologico. Gli stessi superfalchi della BCE hanno l'obiettivo di tenerla a un livello "non superiore ma prossimo" al 2%. Non a zero, perché da lì andare in deflazione diventa evidentemente un rischio molto concreto, e il CALO dei prezzi è molto più pericoloso, per l'economia reale, di un inflazione moderata.
      Sull'altro tema, le sintetizzo nuovamente quanto detto nell'articolo: NON E' VERO che più moneta implica più inflazione se la maggior moneta alimenta domanda ma a fronte della domanda si attiva maggior produzione in quanto c'è capacità produttiva inutilizzata (leggi disoccupazione).
      Se la moneta viene stampata e data a lei che ci compra una mela, i prezzi non salgono se, a fronte della maggior domanda, viene prodotta UNA MELA IN PIU': domanda e offerta rimangono in equilibrio e non c'è crescita di prezzi.
      Salgono invece se tutte le mele che è possibile produrre sono già prodotte: in quel caso (e solo in quel caso) i prezzi salgono perché è necessario razionare il soddisfacimento della domanda (a fronte di un'offerta già satura).

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  5. ho appena mangiato una mela : )

    se tutti abbiamo piu soldi, tutti possiamo permetterci piu mele.
    dubito pero che se abbiamo il doppio dei soldi raddoppiamo i consumi (di mele o altro). io mangerei cmq una mela... e sono piu propenso a pensare che i prezzi salgano. ma il mio è solo un punto di vista.

    trovo molto significativo che abbia evitato sia la mia metafora della vasca da bagno e l oceano (il supposto rapporto tra QE e aumento della domanda), sia la causa della crisi in cui ci troviamo (il credito troppo facile negli usa).

    : )

    ... abbastanza facile imbastire delle teorie e afffermare apoditticamente "è cosi, funziona".
    ogni tanto è utile confrontarci con la realta, che ha gia testato le teorie...

    osserviamo che succede in Turchia, in Argentina, in India, in Indonesia, tutti paesi a sovranita monetaria (che stampano piu moneta come suggerisce lei):

    inflazione impressionante (esempio banale: in turchia nel giro di qualche settimane le patate sono passate da 2 a 4 lire il chilo), tasso di cambio in caduta libera (s'immagini la bolletta energetica!!!), esportazioni in DIMINUZIONE, bilancia commerciale in rosso, pil in caduta (cresce solo in termini nominali), tassi di interessi in continuo aumento, debito pubblico in aumento ...

    tutto questo ce l hanno semplicemente stampando moneta.

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    1. Ottima idea, le mele piacciono molto anche a me !
      Il credito troppo facile negli USA e altrove è all'origine della crisi, certo. Ma quando la crisi finanziaria scoppia, per risolverla non devi stringere il credito: a quel punto hai il problema opposto. Devi sostenere la domanda, e il modo di gran lunga più efficace per finanziare la maggior domanda è emettere moneta. La faccenda la trova spiegata per esteso qui.
      Dopodiché si può sbagliare nel senso opposto e finanziare un eccesso di domanda rispetto alle necessità del sistema economico (leggi alla capacità produttiva): ma è un altro discorso, vedi qui.
      Quanto al QE, serve poco o nulla. Attenzione a non confondere l'emissione di moneta per sostenere il valore dei titoli a reddito fisso sui mercati finanziari (impatto scarso o inesistente) con la moneta che va all'economia reale (quella sì che risolve): anche in questo caso mi autocito, qui e qui.
      Le ho dato un po' da leggere - ne parliamo !

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  6. Io direi che quando stimoli la domanda emettendo moneta e distribuendola questa per un certo periodo supererà l'offerta perchè l'incremento dell'offerta è posticipato e richiede un certo tempo. E d'altra parte l'aumento dell'occupazione verosimilmente creerà pressioni per un aumento dei salari.

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    1. Questo è vero se non c'è capacità produttiva inutilizzata. Non lo è più se (come oggi) ci sono livelli massicci di disoccupazione e di aziende che operano al di sotto della loro capacità.

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  7. stampare moneta per aiutare le aziende ma anche le famiglie rivalutando pensioni e stipendi e tanto altro ancora.. cosa che andrà fatta fino al giusto equilibrio ossia dando modo alle famiglie di consumare e di risparmiare un tot del reddito disponibile...raggiunto l'equilibrio non si stamperà più denaro se non in casi di necessità ossia inflazione molto elevata al punto da non consentire più le famiglie di fare risparmio... fare risparmio è un conto... stringere la cinghia è un'altra cosa.. le pensioni minime vanno portate a 1000 euro e le altre rivalutate come per gli stipendi, ecc...

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  8. E chi dice che se si stampa moneta crea inflazione ? A ciò che scrive Cattaneo aggiungo che si possono pagare i debiti,arretrati e vari più velocemente,anche modificando il contratto.
    Pagando i debiti non si crea inflazione altrimenti si arriverebbe all'assurdo che se creo un credito o mi accollo un debito creo inflazione per il solo fatto di averlo creato.
    Lorenzo Zanellato

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  9. Piuttosto chiedo a Cattaneo:
    Se un noto accademico rimasto senza nozioni da contrapporre alle Sue tesi afferma (per sminuire la Sua persona e quella di Ziboldi) che le Vostre tesi sono minoritarie.
    Lei cosa risponde?

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    1. Primo, da quale sondaggio di opinioni risulta che siano minoritarie o maggioritarie ? Secondo, la cosa che conta è se sono corrette o meno: se sono minoritarie in quanto strampalate dovrebbe essere facile confutarle - invece pare di no :)

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